Mettere in sicurezza un edificio storico non significa banalmente demolire e ricostruire. Significa pianificare un percorso critico di conoscenza per comprenderne l’origine, le tecniche costruttive adottate e i materiali impiegati in fase realizzativa.
Quando quell’edificio riveste funzioni pubbliche, è sottoposto a tutela e si trova in una delle aree geologicamente e sismicamente più delicate e complesse d’Italia, l’analisi storica del manufatto e del suo contesto, insieme a un’approfondita conoscenza dello stato di fatto, rappresentano il fondamento dell’intero progetto.
È il caso delle verifiche di vulnerabilità sismica che Studio Napoli Ingegneria ha svolto presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida, a Napoli, nel cuore dell’area dei Campi Flegrei, una caldera vulcanica caratterizzata da una significativa attività bradisismica.
In contesti come questo, la progettazione strutturale non può prescindere da un approccio multidisciplinare, in cui conoscenza, analisi e rigore tecnico costituiscono gli strumenti essenziali per garantire la sicurezza delle persone, preservando al contempo il valore storico e architettonico del patrimonio esistente.
Il contesto: sette edifici storici in muratura di tufo
L’attività svolta da Studio Napoli Ingegneria ha riguardato l’analisi di vulnerabilità statica e sismica di sette edifici appartenenti sia alla zona prettamente detentiva dell’istituto sia al nucleo storico più antico dell’isola. Si tratta di manufatti storici in muratura di tufo, inseriti in un contesto particolarmente delicato, interessato dal fenomeno bradisismico dei Campi Flegrei.
L’intervento ha presentato sfide di particolare complessità sotto molteplici aspetti. Da un lato, la funzione pubblica dell’Istituto ha reso indispensabile garantire la continuità delle attività, pianificando con precisione ogni fase operativa e coordinando gli accessi di tutti i professionisti coinvolti. Dall’altro, il carattere storico e il regime di tutela degli edifici hanno richiesto un percorso di conoscenza approfondito, basato su indagini, rilievi e analisi specialistiche, indispensabili per ricostruirne le caratteristiche costruttive e valutarne il comportamento strutturale.
Il percorso di conoscenza: dall’analisi storico-critica al rilievo digitale
Non si può verificare ciò che non si conosce. Per questo il lavoro è partito dall’analisi storico-critica seguita dal rilievo geometrico e dall’esecuzione di uno specifico piano di indagine per ciascun edificio. Tutto ciò ha permesso di ricostruirne la geometria reale, le caratteristiche meccaniche dei materiali e i dettagli costruttivi principali, elementi indispensabili per una valutazione strutturale affidabile.
L’acquisizione dei dati geometrici è avvenuta mediante tecnologia SLAM (Simultaneous Localization and Mapping), che ha permesso di generare dense nuvole di punti degli edifici esistenti. Da queste restituzioni digitali sono stati realizzati i modelli strutturali tridimensionali agli elementi finiti (FEM), utilizzando software altamente specialistici quali MIDAS FEA NX e MIDAS GEN, consentendo di analizzare e successivamente verificare dei modelli quanto più aderenti alla realtà.

Il modello FEM al continuo e il Torrione Borbonico
Per tutti gli edifici oggetto di studio è stata adottata una modellazione strutturale al continuo mediante il metodo degli elementi finiti (FEM), ritenuta la soluzione più idonea per rappresentare il comportamento delle murature storiche.
Tra i casi analizzati, il più significativo è stato quello del Torrione Borbonico, edificio monumentale le cui prime testimonianze documentali risalgono al XVI secolo. Nel corso dei secoli il manufatto ha subito numerosi interventi, ampliamenti e trasformazioni che ne hanno modificato la configurazione originaria, rendendone particolarmente complessa la lettura strutturale.
La scelta della modellazione al continuo, per murature storiche in tufo, consente di descrivere il comportamento reale dell’edificio in modo più appropriato rispetto a schematizzazioni semplificate. L’approccio FEM permette infatti di tenere conto delle irregolarità geometriche, delle stratificazioni costruttive e delle discontinuità introdotte dalle trasformazioni storiche, restituendo una rappresentazione più fedele della risposta strutturale dell’edificio.
L’analisi dei modelli ha reso possibile visualizzare la distribuzione degli stati tensionali e individuare le aree maggiormente sollecitate, fornendo un quadro conoscitivo indispensabile per la valutazione della vulnerabilità statica e sismica e per la definizione di eventuali strategie di intervento.
Le verifiche: analisi statiche e pushover
Sui modelli sono state condotte analisi statiche ai carichi gravitazionali e analisi statiche non lineari (pushover), finalizzate alla valutazione degli indici di vulnerabilità statica e sismica dei manufatti, riflesso del loro stato di sicurezza.
L’analisi pushover, in particolare, permette di stimare la capacità della struttura di sopportare le azioni sismiche fino al raggiungimento delle condizioni limite: un dato tecnico che diventa la base su cui impostare eventuali interventi di miglioramento o adeguamento più efficaci, nel rispetto delle caratteristiche costruttive e del valore storico degli edifici analizzati.


Perché conta, per un committente pubblico
Per un ente pubblico, un’attività di questo tipo non rappresenta un mero adempimento normativo, ma uno strumento di supporto alle decisioni. Disporre di un quadro conoscitivo affidabile significa poter valutare in modo oggettivo il livello di sicurezza degli edifici, individuare le criticità, definire le priorità di intervento e programmare gli investimenti secondo criteri tecnici e verificabili.
In un contesto complesso come quello dell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida, dove si intrecciano valore storico, funzione pubblica e rischio sismico, la conoscenza diventa il presupposto indispensabile per pianificare interventi efficaci, sostenibili e rispettosi del patrimonio esistente. È ciò che distingue una gestione consapevole da un’azione dettata dall’emergenza.
È questo l’approccio che guida Studio Napoli Ingegneria in ogni intervento sul patrimonio pubblico: costruire la conoscenza come base di ogni scelta progettuale. Perché solo comprendendo a fondo il comportamento di un edificio è possibile definire strategie di intervento realmente efficaci, capaci di coniugare sicurezza, tutela e valore nel tempo.
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Scheda tecnica
Nome del bene | Istituto Penitenziario Minorile di Nisida — Lotto 3 |
Localizzazione | Nisida, Napoli |
Committenza | Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti |
Stazione appaltante | Provveditorato Interregionale alle OO.PP. Campania, Molise, Puglia e Basilicata |
Tipologia | Verifiche di vulnerabilità sismica su edifici storici tutelati |
Servizi svolti | Analisi storico-critica; rilievo geometrico e materico; acquisizione SLAM; elaborazione nuvole di punti; modellazione FEM al continuo; analisi statiche; analisi statiche non lineari pushover; verifiche di vulnerabilità sismica |
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