Ampliare un opificio dismesso in zona P.I.P.: il caso studio a Polla (SA)

Un nuovo corpo di fabbrica di 788,65 mq, strutturalmente indipendente, accostato a un capannone degli anni Novanta e progettato entro i margini che il lotto lascia ancora disponibili.

Un opificio dismesso su un lotto già edificato offre all’impresa che lo acquisisce un vantaggio evidente: l’edificio c’è già. Manca lo spazio per la nuova attività, e la possibilità di ottenerlo dipende da quanto il lotto consente ancora di costruire.

La prima domanda riguarda quasi sempre l’edificio: in che stato è, quanto costerà adeguarlo. Ne viene una seconda, che decide la fattibilità: quanta superficie coperta e quanto volume gli strumenti urbanistici lasciano ancora disponibili, in quale punto del lotto è possibile realizzarli, quali condizioni ne limitano la collocazione.

È il caso dell’opificio industriale di Polla (SA), nella Zona P.I.P. in località Sant’Antuono, per un committente privato. Il manufatto risale agli anni Novanta ed era destinato alla macellazione e alla lavorazione di carni suine; il progetto lo destina a centro di stoccaggio e distribuzione all’ingrosso di capi di abbigliamento. Studio Napoli Ingegneria ha curato la progettazione integrata ed esecutiva, il coordinamento della sicurezza e la direzione lavori dell’ampliamento.

Il contesto: un lotto già costruito, attraversato da un elettrodotto

Sul lotto sorge un opificio non più operativo, con superficie coperta di 1.541,10 mq, circa il 23% del lotto, e volume di 10.061,76 mc. Con l’ampliamento la superficie coperta complessiva sale a 2.329,75 mq, circa il 35% del lotto: il nuovo corpo aggiunge poco più della metà (51%) di quanto era già costruito.

Il lotto è inoltre attraversato, in direzione sud-est / nord-ovest, da un elettrodotto aereo ad alta tensione. Sono due condizioni distinte, da leggere insieme: gli strumenti urbanistici stabiliscono quanto si può ancora costruire, l’elettrodotto incide su dove collocare il nuovo volume.

Il punto di partenza: che cosa consente ancora il lotto

Gli strumenti urbanistici fissano per ogni lotto della zona limiti di superficie coperta e di volume, i cosiddetti indici. Ciò che è già costruito ne consuma una parte; il residuo è quanto l’ampliamento può occupare. Il progetto ha utilizzato le volumetrie e le superfici coperte residue consentite, collocando il nuovo fabbricato in un’area interna del lotto, in precedenza libera da edificazioni, con l’obiettivo di ottimizzare le capacità geometriche residue del lotto.

Il bilanciamento degli indici è la prima verifica del progetto: da esso dipende la dimensione massima dell’ampliamento e, con essa, la capacità di stoccaggio della nuova attività. Una scelta di posizione o di volume compiuta senza questa verifica rischia di essere ridiscussa a progetto definito, e su un lotto già edificato ogni metro quadrato ridiscusso è spazio di stoccaggio in meno.

L’elettrodotto come vincolo di progetto

La normativa sulla protezione dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici (legge 36/2001 e decreti attuativi, tra cui il DM 29 maggio 2008 sulla metodologia di calcolo) prevede intorno alle linee fasce di rispetto, dentro le quali le nuove costruzioni sono soggette a limitazioni, in particolare quando comportano una permanenza prolungata di persone. Per questo la posizione dell’elettrodotto entra nel progetto insieme agli indici urbanistici e prima delle scelte di layout. A Polla il progetto è stato sviluppato nel rispetto dei vincoli derivanti dalla presenza dell’elettrodotto che attraversa il lotto.

L’approccio: un unico coordinamento

Il progetto tiene insieme, in un unico coordinamento, le discipline che concorrono al risultato. Ciascuna risponde a una domanda che il lotto pone:

  • Architettura e planivolumetria: come il nuovo volume si colloca rispetto all’edificio esistente e alla viabilità della zona.
  • Pianificazione urbanistica: quanto si può costruire e con quali limiti.
  • Impianti integrati: impianti pensati insieme al resto del complesso.
  • Strutture di fondazione: il sistema di appoggio del nuovo corpo.
  • Sicurezza e coordinamento tecnico: un cantiere che lavora accanto a un edificio esistente.
  • Direzione lavori: il controllo dell’esecuzione rispetto al progetto.
  • Integrazione funzionale: come il nuovo volume e l’esistente lavorano insieme.

Il rischio tipico di un ampliamento accostato a un edificio esistente è scoprire in una disciplina il limite di una scelta fatta in un’altra, quando correggerla costa già molto. La posizione del volume, per esempio, incide sugli indici, sui vincoli del lotto e sul collegamento con l’esistente. Verificare tutto insieme dall’inizio anticipa questi conflitti.

Perché una struttura prefabbricata

La struttura del nuovo corpo è prefabbricata in calcestruzzo armato: pilastri, pannelli perimetrali autoportanti, cioè in grado di sostenere sé stessi, e copertura in tegoli con cupolini integrati. Tre caratteristiche rispondono alle esigenze di un magazzino logistico:

  • Produzione in stabilimento. Gli elementi arrivano in cantiere già formati e vengono montati: le lavorazioni in opera si riducono, un vantaggio quando il cantiere confina con un edificio esistente.
  • Ampie superfici libere. Il sistema di pilastri e tegoli lascia spazi interni privi di ingombri strutturali, adatti a stoccaggio e movimentazione delle merci.
  • Luce naturale diffusa. I cupolini integrati nella copertura portano luce dall’alto negli spazi interni.

 

Le componenti dell’intervento

NUOVO CORPO DI FABBRICA 788,65 mq di superficie coperta, con altezza interna utile di 4,20 m. Collocato in un’area interna del lotto prima libera da edificazioni, si integra nei limiti dimensionali del piano urbanistico.

STRUTTURA PREFABBRICATA Pilastri in calcestruzzo armato, pannelli perimetrali autoportanti e copertura in tegoli con cupolini per la luce naturale.

SPAZI INTERNI Ampie superfici libere da ingombri strutturali, idonee a stoccaggio, movimentazione delle merci e organizzazione flessibile delle attività: la configurazione richiesta da un centro di stoccaggio e distribuzione.

COLLEGAMENTO CON L’ESISTENTE Il nuovo corpo è strutturalmente indipendente dall’edificio esistente: ha una struttura propria, separata da quella degli anni Novanta, e ciascun corpo porta i propri carichi. Per un fabbricato nato in un’epoca diversa e per una funzione diversa, la scelta permette di progettare il nuovo volume senza far dipendere il suo comportamento da quello dell’esistente. Il collegamento tra i due corpi resta funzionale: soluzioni tecniche garantiscono l’indipendenza strutturale e, insieme, la continuità operativa tra vecchio e nuovo.


Perché conta, per un committente privato

Per un’impresa, un immobile produttivo da adeguare è la base fisica di un piano industriale. Ogni metro quadrato di ampliamento è capacità di stoccaggio disponibile per la nuova attività, e ogni scelta di posizione o di volume rimessa in discussione a progetto avanzato allunga i tempi.

Partire da un edificio già presente sul lotto e già inserito in un comparto produttivo, aggiungendo lo spazio richiesto dalla nuova attività, è una forma di rigenerazione funzionale: un immobile nato per la lavorazione delle carni viene adeguato a funzioni commerciali e logistiche e contribuisce alla qualità del comparto.

Tenere insieme architettura, verifica urbanistica, struttura e direzione lavori significa un ampliamento compatibile con gli indici e con il contesto esistente, e spazi che l’impresa può riorganizzare al mutare dell’attività. È l’approccio che guida Studio Napoli Ingegneria sugli insediamenti produttivi: la progettazione integrata come modo per evitare che il problema di una disciplina diventi il ritardo di tutte le altre.

Scheda tecnica

  • Nome dell’opera: Ampliamento di opificio industriale
  • Localizzazione: Località Sant’Antuono, Zona P.I.P., Polla (SA)
  • Committenza: Committente privato, lavori privati
  • Tipologia: Edilizia industriale, ampliamento e rifunzionalizzazione di strutture esistenti
  • Consistenza: Lotto 6.691 mq; opificio esistente 1.541,10 mq di superficie coperta e 10.061,76 mc; nuovo corpo di fabbrica 788,65 mq, altezza interna utile 4,20 m
  • Struttura: Prefabbricata in calcestruzzo armato: pilastri, pannelli perimetrali autoportanti, tegoli di copertura con cupolini
  • Servizi svolti: Progettazione architettonica, strutturale (opere di fondazione) e impiantistica, pianificazione urbanistica, coordinamento della sicurezza, direzione lavori

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